Destinazioni ed eventi
La collezione museale: I confini nel Goriziano 1945 - 2004
Alla fine della seconda guerra mondiale, nel mese di maggio 1945, si apre tra la Repubblica Federativa Popolare Jugoslava (FLRJ) ed il Regno d'Italia la questione riguardante l'appartenenza statale del Litorale sloveno ove risiedeva sia popolazione slovena che italiana. Le rivendicazioni territoriali jugoslave, sostenute pure dall'Unione Sovietica, incontrarono delle opposizioni da parte degli alleati occidentali, i quali difesero i propri interessi militari, strategici e politici.
La questione del confine e dell'appartenenza di Trst (Trieste), Gorica (Gorizia) e di altre localita' divenne una questione internazionale e questo condusse alle negoziazioni ed agli accordi tra gli alleati occidentali e la Jugoslavia. Quest'ultima s'impegno' a risolvere la questione in una conferenza di pace con l'Italia. Il territorio conteso fino al confine di Rapallo fu diviso con la cosiddetta "linea Morgan" in due aree d'occupazione: la zona A e la zona B. La linea si sviluppava ad ovest lungo le connessioni Trbiž (Tarvisio) - Predil (Passo di Predil) - Most na Soči (Santa Lucia)- Gorica (Gorizia) - Trst (Trieste) . L'esercito jugoslavo si trovò costretto ad abbandonare la parte occidentale del territorio conteso, vale a dire la zona A , dove si insediarono unita' (forze armate) alleate.
Le negoziazioni riguardanti il giusto, equo confine italo-jugoslavo, nonché il destino di Trieste, Gorizia e di altre localita', si protrassero dall'autunno del 1945 fino alla fine del 1946. Nei mesi di marzo e aprile questi luoghi furono visitati anche dalla Commissione interalleata costituita da esperti dei “quattro grandi”, i quali stesero una relazione; la commissione presenta delle proposte sulla nuova linea di demarcazione in base ai suoi accertamenti e le trasmise in seguito al Consiglio dei ministri degli esteri. Alla sessione di Parigi, che ebbe luogo tra il 22 aprile e il 12 luglio 1946, prese parte anche la delegazione jugoslava, la quale non accetto' le proposte concernenti la linea di demarcazione tra la Repubblica Federativa Popolare Jugoslava (FLRJ) ed il Regno d'Italia (dal 2 giugno 1946 la Repubblica Italiana).
La conferenza della pace di Parigi, che avvenne tra il 29 luglio ed il 15 ottobre 1946, approvo' e convalido' le proposte francesi relative al tracciato del confine tra la Repubblica Federativa Popolare Jugoslava (FLRJ) e la Repubblica Italiana. A Parigi fu firmato il 10 febbraio del 1947 il Trattato di Pace con la Repubblica Italiana. Il trattato decise che spettava alla Repubblica Federativa Popolare Jugoslava (FLRJ) Zadar (Zara) e Reka (Fiume) e parti delle province di Pula (Pola), Trst (Triste) e del Goriziano. Alla Repubblica Italiana furono assegnate Kanalska dolina (la Val Canale), Rezija (la Val Resia), Beneška Slovenija (la Slavia Veneta) e Gorica (Gorizia).
L'entrata in vigore del Trattato di Pace ebbe luogo il 15 settembre del 1947 con la sua deposizione presso il governo francese. Nel Goriziano fu tracciata la nuova linea di demarcazione tra la Repubblica Federativa Popolare Jugoslava (FLRJ) e la Repubblica Italiana, che tuttavia non aveva ancora regolato definitivamente la questione del confine.
Le relazioni tra la Jugoslavia e l'Italia migliorarono nei successivi trent'anni, sia sul piano politico, sia per quel che concerne il piccolo traffico di confine che stava aumentando considerevolmente. Successivamente le due parti trovarono un accordo, e dopo lunghe trattative diplomatiche segrete ed lavoro assiduo degli esperti, stipularono e firmarono gli Accordi d'Osimo. Il confine occidentale sloveno, l'allora confine di stato tra la Repubblica Federativa Socialista Jugoslava (SFRJ) e la Repubblica Italiana, fu allora definitivamente approvato a livello internazionale. Con gli Accordi di Osimo furono riassestate alcune questioni territoriali del Goriziano.
L'edificio della stazione ferroviaria di Nova Gorica il 15 settembre del 1947 rimase alla Jugoslavia. La sua piazza fu divisa in due parti, cosicché l'entrata nell'edificio distava dal confine di stato soltanto 35 metri. Fino al 1954 lungo la linea di confine si snodava il filo spinato e la porta d'entrata della stazione ferroviaria non si apriva sulla piazza. Dopo il 1954 il filo spinato fu sostituito da una recinzione fatta da un muretto alto mezzo metro sovrastato da pilastri di calcestruzzo tra i quali era tesa una rete di filo di ferro. Dopo gli accordi di Osimo del 1975 furono eseguiti sull'area della stazione ferroviaria di Nova Gorica ulteriori cambiamenti, con cui la citta' di Nova Gorica provvide a creare la connessione stradale lungo il confine di stato. Nell'anno 2004 e' stata tolta una parte della recinzione e cosě si e' formata una piazza, dove si potevano incontrare, come gia' nel passato, parenti, amici, conoscenti e tutte le persone di buona volonta' delle due parti del confine tra Slovenia e Italia, entrambi membri dell'Unione Europea.
orario:
invernale: lunedi - venerdi, dalle ore 13.00 - 17.00, sabato dalle ore 12.00 – 17.00,
domenica dalle ore 10.00 – 17.00;
estivo:
lunedi - venerdi, dalle ore 13.00 - 17.00, sabato dalle ore 12.00 – 19.00,
domenica dalle ore 10.00 – 19.00
ingresso:
1 €, visita guidata 3 €
localita':
Stazione ferroviaria di Nova Gorica
informazioni:
Goriški muzej Kromberk - Nova Gorica
Grajska cesta 1, 5000 Nova Gorica, Slovenia
tel.: 00386 5 335 98 11, 333 11 40
fax: 00386 5 335 98 20
e-mail: goriski.muzej@siol.net
www.goriskimuzej.si
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