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Cenni storici

La città di Nova Gorica, situata sul confine italo-sloveno, fu fondata soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Conforme alla Sesta Conferenza di Pace di Parigi la città di Gorica/Gorizia rimase nel territorio italiano, e per conseguenza una parte notevole del Goriziano, e cioè la Valle dell’Isonzo e la Valle bassa del Vipava, rimasero senza il loro centro. Il popolamento dei dintorni vasti della città odierna cominciò ad avverarsi migliaia d’anni fa, prova di cui sono alcuni scavi archeologici significanti.

L’idea di un nuovo centro nel Goriziano si trasformò in realtà nell’autunno dell’anno 1947 per intervento del Comitato speciale presieduto dal Ministro Ivan Maček. Il progetto urbano per la nuova città fu elaborato dall’architetto e urbanista Edo Ravnikar e la prima pietra per la costruzione fu posta il 13 giugno del 1948. Erano proprio le brigate lavorative della gioventù provvenienti da tutte le parte dell’ex-Iugoslavia che cominciarono a costruire la nuova città. Sei isolati per abitazioni, i cosiddetti »Blocchi russi«, il Palazzo municipale e l’edificio a più piani conosciuto come »Nebotičnik - Grattacielo« erano i primi edifici della città. Gradualmente si svilupparono altre aree d’abitazione, altre nuove strutture, la Casa della cultura di Nova Gorica ed il Grande magazzino »Trgovska hiša«, come pure il centro sociale della città di Nova Gorica.

Il design della città, ideato dall’architetto Ravnikar, fu frequentemente modificato dovuto alla rapida espansione della città. Del progetto iniziale della »città nel parco« si sono preservate soltanto circa duecento specie d’alberi e d’ arbusti locali ed esotici, una peculiarità senza alcun dubbio degna di nota.


Tradizione

Alla fine del XIX secolo e nella prima metà del XX secolo il Goriziano divenne conosciuto anche per alcune località dove si svilupparono certe arti e mestieri d’artigianato. La tradizione dell’attività artigianale cominciò a sbocciare grazie alle favorevoli condizioni per l’acquisizione delle materie prime necessarie per la produzione artigianale.
Tra le arti artigianali tradizionali del retroterra del Goriziano, che hanno dato dopo la Seconda Guerra Mondiale un contributo considerevole allo sviluppo dell’industria di Nova Gorica, sono da menzionare soprattutto il mestiere del falegname a Solkan, quello del fabbro ferraio dell’area di Čepovan e Lokovec, del vasaio e ceramista a Bilje e quello del muratore a Renče.

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