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Cento anni dopo la guerra, solo pace

LE PIÙ BELLE ESPERIENZE AD ATTENDERVI

  • Vista panoramica dalle Alpi sino al mare (in giornate di bel tempo)
  • Salita sul Monte Sveta Gora, su cui sorge la basilica mariana, lungo un percorso che si snoda attraverso caverne e trincee conservatesi fino ai giorni nostri  
  • Monastero di Kostanjevica e annessa cripta, nella quale sono conservate le reliquie dell’ultimo sovrano della dinastia reale dei Borbone di Francia e dei suoi discendenti

Cento anni fa il territorio sloveno costituito dalla regione del Goriziano sloveno, dell’Isontino e dell’Altopiano carsico, fu teatro delle più cruenti battaglie mai combattute in alta montagna. Anche il romanzo “Addio alle armi” del celebre scrittore Ernest Hemingway offre una descrizione del Fronte isontino. Il passato bellico è parte integrante della storia densa di eventi e del ricco patrimonio del Goriziano sloveno. Prestate attenzione alle toccanti storie che trasudano dai piccoli centri abitati e dai boschi, dai crinali e dalle cime delle montagne, da cui peraltro si godono magnifiche viste panoramiche che dalle Alpi si spingono sino al Mar Mediterraneo. La guerra che un tempo divise i popoli, oggi li unisce. Lasciatevi conquistare dalla cordialità degli abitanti del posto e dai collezionisti privati di oggetti risalenti agli anni della Grande Guerra, che hanno dedicato gran parte della loro vita al lavoro di ricerca e conservazione dei ricordi legati ai loro nonni.

PROGRAMMA:

Monte Sveta Gora – Ponte di Solkan – Le battaglie dell’Isonzo 1915-1917 – Nova Gorica – Monastero di Kostanjevica – Monte Sabotin - Parco della Pace

Andiamo a catturare i primi raggi di sole del mattino con una camminata che ci condurrà sul Monte Sabotin, ultima cima dell’arco alpino e primo rilievo ricco di elementi che evocano il paesaggio mediterraneo. Tendendo l’orecchio possiamo ascoltare storie che suscitano emozioni profonde. Sapevate che durante la Prima Guerra Mondiale le donne si ribellarono ai combattimenti caricando le granate con semplici capi di vestiario anziché con materiale esplosivo? Il Monte Sabotin - Parco della Pace stabilisce, infatti, un legame tra i ventidue popoli che ai tempi del Fronte isontino si affrontarono in battaglia lungo i crinali di questa vetta. Visitiamo la collezione museale risalente al periodo della Prima Guerra Mondiale (Fronte isontino) e ci muoviamo lungo la cresta del monte. Con un po' di fortuna potremmo incappare in un esemplare di gipeto (conosciuto anche con il nome di avvoltoio degli agnelli).

Scendiamo sino a raggiungere le acque color smeraldo dell’Isonzo e il Ponte di Solkan, costruito oltre cento anni fa. Questo celebre ponte ferroviario vanta l’arcata in pietra più lunga al mondo; in passato sono stati effettuati voli con aerei acrobatici al di sotto dell’arcata, mentre alcuni appassionati di sport lo hanno risalito in arrampicata. Non lontano è possibile scorgere un cimitero di guerra austroungarico.

Terminato il pranzo in uno dei ristoranti del Goriziano sloveno, raggiungiamo la cima del monte Sveta Gora, importante luogo di culto che vanta una lunga tradizione di pellegrinaggio. Sin dal XVI secolo la basilica dell’Assunzione della Vergine fu meta di pellegrinaggio da parte di sloveni, italiani, friulani, austriaci e croati. Il sentiero che conduce alla vetta è disseminato di trincee e caverne risalenti alla Prima Guerra Mondiale (Fronte isontino). Dal monte Sveta Gora si apre una magnifica vista panoramica che abbraccia le Alpi Giulie, il paesaggio carsico e il bosco di Trnovo. In giornate di bel tempo si riesce a vedere addirittura il mare.

Proseguiamo il tragitto fino a Nova Gorica e arriviamo fino alla celebre Piazza della Transalpina/Trg Evrope, in cui si congiungono le due Gorizie la Nova Gorica slovena e la Gorizia italiana. La piazza è adornata da un mosaico a terra, simbolo della cooperazione transfrontaliera, inaugurato con cerimonia solenne in occasione dell’ingresso della Slovenia nell’Unione europea. Dirigendo lo sguardo a nord, l’ora esatta ci viene comunicata da una meridiana ricavata dalla ruota motrice di una locomotiva a vapore.

(ULTERIORE OPZIONE: La storia di Nova Gorica è molto ben raccontata dalla collezione museale intitolata “Kolodvor - Il Confine di Stato nel Goriziano dal 1945 al 2004”. Negli spazi del più antico edificio pubblico della città la stazione ferroviaria, per l’appunto è possibile ammirare fotografie, uniformi, bandiere, cartine geografiche e documenti relativi sia all’istituzione del Confine di Stato tra l’attuale Slovenia, l’ex Repubblica di Jugoslavia e la vicina Italia sia alle successive modifiche ad esso apportate).

Sul colle situato nelle immediate vicinanze della città sorge il Monastero di Kostanjevica, che offre una vista panoramica su Gorizia e Nova Gorica, nonché sul territorio circostante. Da molti anni sono i monaci francescani a prendersi cura di questo sito di interesse storico e culturale. Il monastero è noto soprattutto perché ospita la cripta in cui sono conservate le reliquie dell’ultimo sovrano della dinastia reale dei Borbone di Francia e dei suoi discendenti, che fuggirono in esilio nel Goriziano sloveno. La biblioteca del monastero, particolarmente ricca, è composta da una collezione di circa diecimila volumi, tra i quali figurano la prima grammatica slovena redatta da Adam Bohorič e trenta incunaboli. Passeggiamo lungo il muro di cinta meridionale del monastero, impreziosito da una delle più grandi e più complete collezioni di rose Bourbon esistenti al mondo, la cui fioritura avviene nella stagione primaverile. Essa costituisce la più grande collezione a livello europeo dopo quella di Parigi; tuttavia differisce da quest’ultima per la crescita molto più rigogliosa e per le incredibili fragranze.

Cento anni dopo la guerra, solo pace

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