Radicchio goriziano - Goriški radič

È bello come una rosa, ma non ha nessun odore. In realtà non è nient’altro che una cicoria, una delle tante nella variegata famiglia dei radicchi, ma al tempo stesso qualcosa di speciale. Gli ortolani producono le sementi da soli, mettendo nella selezione del radicchio tutto il loro sapere, il loro senso dell’estetica. Almeno da un secolo e mezzo sono fra loro in competizione per avere il più bello, il migliore, il più saporito. Pertanto, il nostro radicchio goriziano non è solo una verdura, ma è diventato un vero capolavoro.

Il radicchio goriziano sta lottando da decenni per la sopravvivenza. I campi nelle vicinanze di Gorizia, che erano considerati i più redditizi in tutto l’impero Austro-Ungarico, sono stati in gran parte sacrificati per costruire la stazione ferroviaria della Transalpina (1906). A ridosso dei binari nacque una fervida attività commerciale e industriale con fabbriche e magazzini. Poi furono le guerre a scandire il ritmo della vita, portando nuovi confini tra gli stati, seguiti da ulteriori espropri per la sempre più espansiva urbanizzazione e industrializzazione dell’area. L’agricoltura è per molti diventata un’attività complementare. Il numero di ortaggi è diminuito. Gli ortolani sono rimasti fedeli solo ai più redditizi, specialmente se legati a loro anche sentimentalmente. Il radicchio è uno di questi.

 

Depliant con le ricette:  Goriški radič – Radicchio goriziano_2012.pdf

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